martedì 22 gennaio 2013

QUANDO LA MODA PARLA INGLESE


Pur essendo un fenomeno globale la moda spesso è viziata di esterofilia. Conia neologismi e slogan tormentoni. Ama colpire tutti ma spesso e volentieri parla inglese, una lingua più sintetica e di sicuro impatto. Tuttavia, pur volendo essere puristi e volendo difendere la nostra lingua, per non sentirsi fuori dal mondo e sempre informati sui fatti bisogna conoscere qualche termine. Soprattutto se affetti da dipendenza da instagram, l’applicazione per smartphone che permette di scattare foto, modificarle con filtri speciali e condividerle sui principali social network.

Instagram è una sorta di mostra fotografica aperta a tutti e pullula soprattutto di fashion blogger o semplici fashion addict che corredano le fotografie con i famosi hashtag, ovvero termini preceduti dal simbolo # (meglio noto come cancelletto) che servono per collegare tutto a macrotemi.

Ecco, dunque, l’ ABC, una sorta di alfabeto per essere non dico alla moda ma almeno in corsa coi tempi. Per non scappare a cercare di nascosto termini su internet come se foste delle ladre.

A come arm party che sta per “festa delle braccia”. Abbandonata ormai la regola “less is more”. La regola è quella di mischiare insieme i bracciali più vari. Abbondate!

B come biker boots. Letteralmente “stivali da motociclista”. Neri e bassi non pensiate che siano solo per bad girl. Mixati nel modo giusto possono essere rock ma anche bohemien.

C come camouflage che significa camuffamento. Si riferisce allo stile militare che sta ritornando strisciando silenziosamente. Soprattutto su pantaloni e leggins.

D come doctor bag. La borsa che fa il verso a quella dei medici di famiglia di una volta.

E come emerald/smeraldo la tonalità di verde eletta come colore dell’anno.

F come floreal. Va da sé che è la fantasia fatta di fiori su pantaloni e giacche. Effetto prato. Non solo in primavera.

G come geometric, la fantasia che strizza l’occhio all’optical in pieno stile anni 70.

L come lace, ovvero il pizzo. Il tessuto che più di tutti interpreta lo stile romantico e retrò. Perfetto se mixato con pezzi più forti come la pelle.

M come mannish: donne vestite in stile maschile rubando dall’armadio di lui. Per uno stile comodo ma sofisticato.

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N come navy cioè lo stile marinaro. Perché non è estate senza righe bianche e blu e pantaloni capri.

O come outfit. Una sola parola per indicare si è vestiti un dato giorno. Sta per completo, equipaggiamento. Ovvero il risultato finale degli abbinamenti dei vari capi.

P come peplum, cioè la fascia di stoffa che si adagia come un volant intorno al punto vita di un vestito, una gonna o maglia.

S come studs = borchie, borchie e ancora borchie. Come non le abbiamo mai viste.

T come tangerine tango, il colore arancio dai toni rossastri che “doveva” essere il colore del 2012. Ma si sa: ciò che non è esploso prima può scoppiare dopo. Infondo la moda è una goccia che cade dall’alto e a volte ha bisogno di tempo prima di inondare le masse.

V come velvet o velluto il tessuto tipicamente invernale che dovrebbe essere il protagonista della prossima stagione fredda.

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Detto questo dovreste essere aggiornate. Ma #ricordate: la moda è come una folta di vento, repentina e veloce nel cambiamento. Nuovi termini compariranno per definire nuovi bisogni e desideri.  E tanti altri abc ci aspettano.


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