sabato 3 novembre 2012

TRAVEL & MEMORY: UNA SETTIMANA A NEW YORK


Ci sono cose che non scordi mai. Ricordi che rimangono vivi sulla pelle. Come la prima volta che esci dalla metropolitana con le valige al seguito e ti ritrovi immersa nelle sfolgoranti luci di Broadway. Sei a Manhattan. New York. La grande mela. E non avevi neanche osato immaginare. Pensavi a Parigi e l'America era lontana.
Soprattutto a 24 anni senza averlo minimamente progettato. Poi una proposta un giorno di novembre quando ancora messenger la faceva da padrone nei modi di comunicare. Un last minute particolare: una settimana, prezzo stracciato, quattro amiche e l'hotel su booking. Catapultate così nella città delle città: là dove sono ambientati quasi tutti i film, là dove pulsa la vita e la moda.

seven avenue


Tre anni dopo basta nominarla per illuminarmi e risentire la stessa emozione: spaesamento misto a meraviglia. Quando il jet leg e nove ore di volo non ti fermano. Cammini per la 7th Avenue verso Times Square perché ti senti al centro del mondo e lo vuoi vedere tutto, in una sola volta. Hai il sorriso a 36 denti e gli occhi strabuzzati.

Camioncini di hot dog, pretzel, donut & co ad ogni angolo delle strade. Limousine davanti gli hotel come fossero motorini. Taxi gialli a profusione. Donne senza tracce di calze e temperature glaciali. Poliziotti, tombini fumanti e bandiere in ogni dove. Perché sono americani e orgogliosi di esserlo.




Gli Yankees che vincono la Major League Baseball mentre sei a Times Square. E la città caotica che si ferma davanti lo schermo. Tu non lo sai ma poi ci sarà una parata e volantini bianchi e blu pioveranno dal cielo mentre la gente invaderà la città con la divisa della squadra.

Tappa scontata all' Hard Rock Cafè con l'immancabile Club Sandwitch. Poi giro di ricognizione ché non l'hai fatto apposta ma hai trovato un hotel situato nel cuore: dritto Times Square, dietro Central Park, un blocco a destra Broadway e due blocchi a sinistra la Fifth Avenue.


Colazioni rinforzate: muffin, pancake, cheesecake. Sedute in un locale o al volo come una vera newyorker. Il caffè da Sturbuck's perché non puoi assolutamente perdere l'occasione di camminare per la strada con il caffè fumante. La musica di Frank Sinatra di capo mattina. L'apertura di Bloomingdale con Liza Minnelli in sottofondo che canta New York, New York  e commesse che ti spruzzano profumi come una regina.


Il traghetto per Staten Island per passare davanti la Statua della Libertà. Il toro di Wall Street e "toccarlo" ché porta bene. Giro per la "zona valori". Uomini elegantissimi e indaffarati. Una maxi bandiera a stelle e strisce che copre la Borsa. Tiffany&Co accanto: tre piani di luccichio e anelli di fidanzamento estasianti.



Parentesi buia quando arrivi a Ground Zero dove una volta c'erano le Torri Gemelle e ora c'è solo un grande vuoto con lavori in corso.

Parchi verde a cadenza calcolata. Fotografi e modelle che scattano e posano in un set naturale. I musei che non basterebbe un mese per vederli tutti. Ma devi fare una roulette russa e scegliere: il Moma (#segnatelo: il venerdì dalle 16 alle 20 è gratuito) e la collezione speciale delle Ninfee di Monet. E poi tutti i grandi nomi possibili e auspicabili.

Una notte da leonesse sull' Empire State Building. Un'ascensore. Cento e più piani per veder la città dall'alto: con i suoi grattacieli, le luci, i ponti. Il respiro che ancora una volta si blocca e la sindrome di "I got you under my skin". Il Chrysler building, il Rockfeller Center: Tutti i grattacieli che  prima ti circondavano e strano ma vero non ti soffocavano ma ti facevano sentire esattamente dove non eri, a casa, improvvisamente sono sotto ai tuoi piedi.



Passeggiata sul Ponte di Brooklyn e guardare la città anche dall'esterno. Per vedere se è vera.



Domenica mattina in giro per Central Park. Colazione a sacco mentre loro, gli americani, corrono; gli scoiattoli mangiano e i turisti passano in carrozza stile Anna Karenina. I colori caldi delle foglie morte e le frasi incise nelle panchine. I grattacieli che sbucano come scorci tra gli alberi. E la pista di pattinaggio. E si, ora ti senti in un film. Uno qualsiasi: Serendipity, Sex and the city, Colazione da Tiffany. O alla settimana della moda quando ti siedi a Bryant Park


Parentesi shopping. Non puoi andare a New York senza passare almeno una volta da Century 21. Che Outlet! Ottime marche, prezzi stracciati e regali assicurati. #Sappiatelo: se non siete di quelle che colgono le occasioni al volo ci ritornerete, anche l'ultimo giorno, prima della partenza. Non potete neanche snobbare Forever 21. Anzi entrate e comprate. Anche li tornerete più di una volta. Prezzi low e capi in. 
China Town è un'esperienza di shopping "alternativo". Se non altro imparerete (se ancora non lo avete fatto) che loro "rifanno" tutto quello che è stato già creato. Accanto Little Italy, una piccola stradina, tante bandiere tricolori e ristoranti nostrani. 

Gli outfits sono quelli semplici di chi non sa mai cosa mettere in valigia per ottimizzare lo spazio, per fronteggiare il clima diverso e i mille passi da compiere. Stivali, jeans, borse a tracolla e vestitini comodi.




Una cosa da mangiare? I cupcakes di Crumbs. Con cura e a piccole dosi.
Un rimpianto? Non essere passata al 66 di Perry Street. Mi manca la foto ricordo di fronte la casa di Carrie ma, infondo, se l'avessi fatta non avrei un motivo in più per tornarci.
Una canzone da ricordare? Empire State of mind di Jay Z ft Alicia Keys esplosa proprio nel 2009.
Un ringraziamento? Si! A Colombo per aver scoperto l'America e alle mie amiche per avermela fatta vivere, guida alla mano, in giro dalla mattina alla sera. 
Stremate ma innamorate.















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